a cura di Decio Lucano
                                                                                                                                                                           
rosa
              dei venti rosa
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L'Automazione Navale

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Libri e......   di DECIO LUCANO 


Libri Lucano

Un po' di oceano negli occhi, 1984, L. 12.000, Ed. L'Automazione Navale


Il mare e l'uomo-Lettere ai marinai di Vittorio G. Rossi, 1987, f.c. promosso da Gruppo Zurigo Assicurazioni, Ordine Giornalisti, Carige
con Ferruccio Repetti


La primavera dei Sargassi, 1992, L. 15.000, Ed L'Automazione Navale


La congiura del Padre, 1994, L. 20.000, Ed. L'Automazione Navale
con Chiara Donato


Però il porto è ancora quello, 1996, Ed. L'Automazione Navale, f.c.
Però il porto è ancora quello, 2a ed.  aggiornata 2001, De Ferrari Ed., € 10,33


L'odisssea del Foscolo, 1998, L. 12.000, Ed. L'Automazione Navale
con Chiara Donato
L'odissea del Foscolo, 2003, f.c., edizione aggiornata, Ed. L'Automazione Navale


Al di là dei mari e del tempo, 1999, Ed. L'Automazione Navale, allegato alla rivista TTM n. 11/99


Marrubbio, Colloqui con Vittorio G. Rossi, 2006, f.c. Ed. L'Automazione Navale, allegato a TTM n. 6/2006


Etica, Tecnologia, Mercato, Una convivenza possibile?, 2008 Anpai, f.c. con Silvana Canevelli


Piccola Antologia di Vittorio G. Rossi, aprile 2013, Il Mare Libreria Internazionale, € 15


Parlavi coi venti e con Dio, novembre 2010, Ed. DL News, f.c. 

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LA NATURA NON E’ LA VITA
di Decio Lucano

    tratto da: DL Notizie 14 agosto 2021 Numero unico

Attraverso un racconto biografico vero cercando di afferrare il senso di parole come giardino, natura, un documentario, uno straordinario libro di Salvator Gotta e la creatività di un gruppetto di giovani.

IL PICCOLO GIARDINIERE

 







Il piccolo giardiniere

Una realizzazione
decio lucano

dall'omonimo romanzo di
Salvator Gotta

con
salvator gotta
roberta ninchi
josy

segretaria di produzione
diana lucano

montaggio
decio lucano
maurizio cavagnaro

voce di salvator gotta

Dal "Libro dei visitatori"
del Conventino:
"Seminate fiori e gentilezza
nel crepuscolo della vita
avrete pace e riposo, perchè
gentilezza e fiori hanno
valore eterno.
Alcuni semi caddero nel
terreno del Conventino sette
anni or sono ed i risultati
sono evidenti.
Non vale conoscere venti
oppure duemila nomi
di piante, bensì saper soffocare
costantemente le male erbe
e, come nella vita,
incoraggiare solo quelle
piante che danno fiori
nella divina luce del sole.
Da un mucchio di pietre
nacque un paradiso........."

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    tratto da: DL Notizie 14 agosto 2021 Numero unico

Attraverso un racconto biografico vero cercando di afferrare il senso di parole come giardino, natura, un documentario, uno straordinario libro di Salvator Gotta e la creatività di un gruppetto di giovani.
Allora non si parlava di cambiamenti climatici, ma di uomini, di significati che avvolgevano la terra provata da guerre e calamità. Foreste e oceani avevano il loro compito di equilibrare l’inquinamento, la popolazione mondiale non superava il miliardo di anime, oggi ci avviamo a dieci miliardi, che sporcano da per tutto, specialmente in Asia. La climatologia non faceva rima con meteorologia, l’uomo era più consapevole e non era ideologizzato come oggi dove il cambiamento climatico è diventato il business di stati e scienziati.
Tanti anni fa lessi (dopo Il Piccolo alpino), il Piccolo giardiniere scritto nel 1946 da Salvator Gotta che viveva a Portofino. Il libro o il messaggio (che ogni libro che merita emana da sé) mi colpì, bambino, la fantasia tanto che non riuscii a dimenticarlo. Infatti, anni dopo, la storia di questo piccolo giardiniere (il cui significato bisogna capirlo nel lessico e nell’etimologia), mi venne in mente di farne un film, un documentario, sfruttando un giardino che era stato considerato un picolo paradiso terrestre e un bambino che riassumeva le sembianze della gente. Era il 1963, fino al 1954 io ero di casa a Santa Margherita e Portofino, andai a trovare Salvator Gotta e gli proposi la mia idea, il mio progetto: il piccolo giardiniere era per me il mondo che rappresenta l’umanità, la villa, il Conventino sulla collina tra Santa e Paraggi, un piccolo paradiso terrestre con una infinità di vegetazione, Gotta non perse tempo, conosceva la villa, era amico dei proprietari, durante la guerra si era rifugiato tra quei muri protettivi; chiamò la nipote, Roberta Ninchi (della famiglia di attori), io preparai insieme a mia sorella Diana e a un futuro giornalista de Il Secolo XIX, Maurizio Cavagnaro, la sceneggiatura e “asssunsi” il piccolo giardiniere, Joselito figlio dei proprietari di un ristorante di Santa. Dimenticavo, ero in possesso, causa una dolorosa eredità, di una potente cinepresa da 16 mm, di moviola, esposimetro, cavalletto, e di attrezzi occorrenti per lavorare quasi professionalmente, mi feci impartire da un esperto quache lezione di riprese cinematografiche. Il 16 mm era una macchina a metà strada tra l’8 mm e il 35 mm da sala cinematografica, non era un giocattolo.
Ma la filosofia qual era? Che messaggio volevamo mandare, Gotta, Roberta e Josi se non quello che la ragazza non potè entrare nel celebre giardino, che raffigurava l’umanità, la natura. Roberta amareggiata si accovaccia sugli scalini attorno alla villa e poi suona al cancello istoriato senza successo, legge il libro e immagina ...
Per non esagerare nel dettaglio riporto alcuni passi dell'introduzione del libro che riasssumono anche la nostra filosofia di vita ieri come oggi come si affaccia il domani. “

Salvator Gotta fa in modo, gli scrittori dialogano con i fantasmi, che Roberta entri nel giardino e le dice...”siediti qui, ti dirò due cose sul giardino che poche persone sanno.
Il giardino ci insegna che abbandonato a se stesso diventerebbe facile preda della foresta, e il bel mondo gentile che vi abbiamo creato tornerebbe nell’oscurantismo. L’arte di governare un giardino dimostra che la natura deve essere dominata.
La natura non è la vita
E’ la vita di qualche specie brutale, e la morte e la servitù delle altre. L’arte del giardiniere consiste nel proteggere le specie più belle, che sono anche le più delicate, aiutare i deboli, dare un posto a ciascuno, frenare gli audaci, sostituire alle forze cieche un saggio equilibrio. Il saggio giardiniere corregge il principio di autorità col principio di persuasione ed è così che un giardino può vivere sotto il cielo, cercando ed esprimendo ogni giorno il senso della giustizia, della pace e dell’armonia.... “
Il nostro lavoro di cineasti durò circa una settimana nella villa, e un mese alla moviola dove tagliammo la “pizza” senza pietà. Per completare l’opera andammo a Milano in uno studio dove registrammo un sottofondo musicale ottico, musica classica, con una voce fuori campo che racconta la storia. Il documentario fu poi proiettato in occasione di eventi a Genova, Rapallo, e altre cittadine rivierasche oltre che a Milano.
Il 14 novembre 1987 il Rotary Club Genova Est al Teatrino di Portofino proiettò nuovamente il documentario, un evento unico per il centenario della nascita di Salvator Gotta con il figlio, editori, scrittori e un pubblico da grandi occasioni.

Decio Lucano  
(si prega di citare la fonte)